Una costa ancora selvaggia
Grotte marine, scogliere vulcaniche e cale trasparenti disegnano una costa da scoprire sia dai sentieri sia dal mare.





La destinazione
La più grande isola della Sardegna dopo la Sardegna stessa. Collegata da un istmo, abitata tutto l'anno, ancora lontana dal turismo di massa.
Per immagini
Sant'Antioco vista dall'interno: cale, vicoli e luci del Sulcis-Iglesiente.
Grotte marine, scogliere vulcaniche e cale trasparenti disegnano una costa da scoprire sia dai sentieri sia dal mare.




Vicoli colorati, porto peschereccio, mercato al mattino. Sant'Antioco vive tutto l'anno — non è una scenografia che chiude a settembre.
All'alba le barche rientrano con le nasse. Il pesce della cena si sceglie qui, prima che la città si svegli.


Fregola con le arselle, bottarga grattugiata sugli spaghetti, pane carasau, Carignano del Sulcis nel bicchiere appannato. La Sardegna si mangia lentamente.





Nelle strade, l’eredità punica dialoga con una nuova generazione di artisti. I muri raccontano le donne, i pescatori e i motivi antichi dell’isola.





Sant'Antioco non è una località balneare: è Sulky, fondata dai Fenici quasi tre millenni fa, la città più antica della Sardegna. Si cena ancora dove si scaricavano le anfore.





Fotografie: archivio personale. Veduta dell'isola dal mare: Alex10 (CC BY-SA 3.0). Processione 2015: Alex10 (CC BY-SA 4.0). Processione 1937: Archivio Storico Comunale di Sant'Antioco (CC0).
